
Piano Welfare puro: premia e fidelizza i tuoi dipendenti
Negli ultimi anni, il welfare aziendale è passato da servizio accessorio ad una vera e propria leva strategica per la gestione delle risorse umane. Non si tratta più soltanto di premiare i propri lavoratori offrendo vantaggi extra, ma di dare risposta alle esigenze concrete al proprio personale: conciliazione vita-lavoro, supporto al reddito, benessere psicofisico. Dal punto di vista normativo e fiscale, inoltre, i benefici che ne possono trarre imprese e PMI non sono da sottovalutare. Allo stesso tempo, comprendere quali strumenti e quali vantaggi può generare un welfare strutturato e pianificato nel tempo, può avere un forte impatto sull’immagine dell’azienda e sulla fidelizzazione dei propri dipendenti.
Con Michele Stella, Amministratore Delegato di Staff Welfare, società di Staff S.p.A., abbiamo stilato una lista di FAQ (Frequently Asked Questions) sui i concetti e gli strumenti fondamentali per poter predisporre un piano welfare puro e poter beneficiare dei vantaggi fiscali a partire dall’anno in corso.
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Quali piani welfare posso attivare per i miei dipendenti?
Esistono diversi strumenti che offrono detassazione totale per i dipendenti e deducibilità fiscale per l’azienda, permettendo di convertire premi in servizi, buoni acquisto o rimborsi.
I piani welfare attivabili sono di tre tipologie:
– il welfare contrattuale. In questo caso, l’azienda deve mettere a disposizione beni e servizi welfare definiti dal CCNL stesso, secondo gli Obblighi previsti dai Contratti Collettivi Nazionali di Settore;
– la conversione del premio di risultato (PdR). Consiste nella conversione, totale o parziale, del premio di produzione in welfare aziendale. Richiede un accordo di 2° livello (aziendale o territoriale) e garantisce al lavoratore la detassazione completa e al datore la deducibilità del costo;
– il welfare puro/on top. È un’iniziativa volontaria dell’azienda, non legata a contratti collettivi nazionali e ad accordi sindacali. Si attiva tramite un regolamento aziendale interno per “categorie omogenee” di dipendenti. Consente di erogare flexible benefits (art. 51 comma 2 TUIR) e fringe benefits (art. 51 comma 3 TUIR) a costo netto per il datore.
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A chi è rivolto il piano Welfare Puro/On Top?
Rispetto al welfare contrattuale (obbligatorio per tutti i CCNL firmatari), il welfare puro “on top” è volontario e discrezionale. Spetta a:
– lavoratori dipendenti (operai, impiegati, quadri, spesso anche apprendisti a seconda del regolamento) individuati dall’azienda, a condizione che appartengano a categorie omogenee;
– gli amministratori di una società di capitali. L’Agenzia delle Entrate, con l’interpello n. 954-1417/2016, ha chiarito che il welfare può essere esteso anche agli amministratori di SRL, a patto che siano almeno 2, estendendo così nuove opportunità per ottimizzare la remunerazione e abbattere il carico fiscale.
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Quali requisiti è importante rispettare per ottenere la deducibilità al 100%?
Per ottenere la deducibilità al 100% dei costi del welfare aziendale dal reddito d’impresa (IRES/IRPEF), i requisiti fondamentale sono:
- la stesura di un regolamento aziendale (annuale o biennale);
- mettere a conoscenza tutti i beneficiari del regolamento aziendale;
- rendere il beneficio non revocabile unilateralmente per il periodo di validità del piano;
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Qual è l’iter per avviare un piano con Staff Welfare?
Con Staff Welfare è possibile avere una il supporto di un consulente disponibile ad accompagnare le aziende nella creazione e gestione di un piano welfare aziendale personalizzato. La consulenza guida le aziende in tutto l’iter organizzativo-gestionale e comprende:
- la fase di analisi dei bisogni e del contesto aziendale, cioè individuazione dei riconoscimenti già esistenti in azienda e individuazione dei premi che si vogliono riconoscere secondo i bisogni dei dipendenti;
- la definizione del budget da destinare ai benefit e degli obiettivi aziendali che si vogliono raggiungere (es. benessere dei dipendenti, riduzione assenteismo lavorativo, aumentare il potere d’acquisto dipendenti ecc.);
- il supporto nella stesura del piano e del regolamento aziendale e nella comunicazione ai dipendenti delle modalità di riconoscimento;
- il supporto nell’attivazione dell’account aziendale nel portale welfare, attraverso il quale ogni dipendente può scegliere, in totale libertà e libero da convenzioni, come spendere il proprio conto welfare per sé e per la sua famiglia.
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Quali sono i costi di gestione del portale e del piano welfare?
Il contributo richiesto da Staff Welfare comprende:
- la stesura regolamento (una tantum, l’importo varia a seconda del piano welfare);
- il 5-6 % del montante welfare a disposizione dei dipendenti per la durata del premio (in questa cifra sono incluse costi di avviamento del portale e il canone annuale di assistenza).
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Quali spese si possono riconoscere?
I punti di forza dell’avviare un piano welfare con Staff Welfare sono:
- il portale libero da convenzioni vincolanti, con totale libertà di spendere il proprio premio per sé e per la sua famiglia;
- Il paniere prevede buoni spesa (fringe benefit), istruzione, salute, previdenza, viaggi e vacanze, tempo libero.
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Quando un’azienda può beneficiare dell’agevolazione?
Iniziare a pianificare e strutturare un piano welfare già da ora, permette alle aziende di beneficiare dei vantaggi fiscali e contributivi già dall’anno in corso (riconoscimento per cassa). Staff Welfare progetta piani articolati su una moltitudine di servizi che consentono di minimizzare il costo aziendale e mettono al centro la produttività ed il benessere delle persone che operano al suo interno.
Da dove si parte?
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